martedì 11 marzo 2014

Yoshi's New Island e la politica della nostalgia Nintendo

Ormai manca poco all'uscita di Yoshi's New Island che per chi non lo sapesse è un gioco per Nintendo 3ds, sequel diretto del primo Yoshi's Island. Al momento il gioco si prospetta in modo abbastanza interessante, certamente non sarà un capolavoro ma ritorneranno quasi tutte le caratteristiche del gioco originale per Super Nintendo, a partire dalle meccaniche pressoché identiche, la grafica con i colori pastellosi tipica della serie e la musica, praticamente quella del precedente solamente remixata. Insomma sto aspettando un gioco che è già uscito da anni.


A scanso di equivoci credo che Yoshi's New Island sarà un ottimo gioco, su questo non c'è dubbio, mi chiedo tuttavia se ne sarei stato vagamente interessato anche se il gioco in questione non avesse avuto continui rimandi al titolo per Super Nintendo che tanto mi ha intrattenuto quando ero più piccolo. Probabilmente si tratta solo di nostalgia, un sentimento su cui la Nintendo sta puntando molto nell'ultimo periodo con continui rimandi a serie precedenti, meccaniche di gioco molto simili tra loro e un fattore innovativo sempre più basso. Potrebbe sembrare eccessivo dire così ma se diamo un occhiata ai singoli giochi sviluppati nella serie di Super Mario Bros (serie di cui Yoshi's Island fa parte), noteremo che fino a Super Mario Galaxy per Wii ogni singolo gioco della saga presenta molti cambiamenti rispetto al precedente. Con la serie New Super Mario Bros però cambia tutto: le avventure di Mario tornano ad essere 2d e fin qui niente di male, però incomincia anche una certa involuzione del gameplay.


Trova le differenze
I giochi incominciano ad essere copie di copie con la scusa del ritorno alle origini. Non c'è nessun vero cambiamento ma questo non interessa a nessuno perché come giocatori nostalgici ci sentiamo valorizzati nel vedere grafiche e meccaniche che riconosciamo. Se questo è vero per i gamers cresciuti a pane e Nintendo allora qual'è la situazione per le nuove generazioni, per i nuovi giovani a cui non sale la salivazione appena sentono l'ennesimo remix della musica di Super Mario? La questione è più complicata di quello che sembra, da una parte seppur triti e ritriti i nuovi giochi Nintendo mantengono un certo fattore qualità difficile da trovare in altre produzioni e questa è una cosa che tutti possono apprezzare. Sarà però estremamente difficile trovare qualche progetto completamente nuovo in grado di stuzzicare la curiosità di un pubblico più ampio. I titoli annunciati ai vari eventi sono sempre delle solite saghe Mario, Zelda, Pokemon, Kirby, Donkey Kong ecc. Ogni tanto capita anche di vedere qualcosa di completamente nuovo come The Wonderful 101 e puntualmente sono sempre titoli che fanno fatica a sfondare a causa della scarsa pubblicità.



Se vogliamo scavare ancora più a fondo secondo me questo problema non deriva neanche più di tanto dalla scarsa esposizione di tutti gli altri giochi fuori dai classici franchise. La Nintendo è sempre stata un azienda legata ai suoi marchi storici ma non possiamo dire lo stesso delle altre che al momento dominano il mercato. Qual'è la mascotte di Sony che appare solo nei giochi per Playstation? Crash, che non ha un vero e proprio gioco dai tempi della ps1? E quella della Microsoft? Come si può benissimo osservare il mercato non è più dominato dalle esclusive come invece magari succedeva negli anni '80 e '90 anche perché il pubblico è effettivamente cambiato dai quei tempi diventando molto più ampio e con gusti diversi. Ricordiamoci come nei primi anni 2000 tutti avevano una ps2 che pur non avendo delle esclusive eccezionali possedeva una quantità di titoli talmente alta da far sfigurare il Gamecube e il primo Xbox. L'idea geniale di Nintendo per guadagnare terreno è stata quella di sviluppare la Wii ma così facendo non si è fidelizzata il pubblico di Sony e Microsoft, piuttosto è andata a cercare una nuova fetta di mercato fatta di casalinghe, bambini piccoli e anziani ovvero quel genere di persone a cui normalmente non interessano i videogiochi. Fare così ha garantito innanzitutto un guadagno notevole (diciamoci la verità: il 90% dei giochi per Wii sono robaccia fatta in poco tempo) ed ha permesso anche di continuare a produrre (pochi) giochi molto rifiniti per gli hardcore gamers nostalgici che al momento rappresentano il target di giochi come Yoshi's New Island.


A quanto pare Nintendo ha pure intenzione di mantenere vivo il suo pubblico il più possibile

Questa situazione alla lunga rischia di diventare problematica, in quanto anche il giocatore più nostalgico prima o poi si stancherà di non vedere nessun contenuto nuovo e tutto quello che rimarrà sarà il pubblico di “casuals”, che al momento sono contesi anche da Microsoft e Sony. Ma dato che stiamo parlando della Nintendo credo che ancora una volta Iwata & co. Tireranno fuori qualche stratagemma in grado di salvare la storica azienda. Nel frattempo, noi semplici gamers nostalgici non possiamo fare altro che goderci i remake dei giochi che ci hanno segnato l'infanzia.

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